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martedì, Maggio 28, 2024

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Serristori, i Cobas: “Sindaca dimettiti”. Appello alla mobilitazione

“La definitiva chiusura del pronto soccorso H24, decreta la fine della vocazione (stabilita dai patti territoriali) del presidio sanitario quale ospedale per acuti”. Così una nota firmata dalla Rsu dei Cobas fa il punto sulla situazione che si è determinata all’ospedale di Figline, dopo il recente annuncio dell’assessorato regionale alla salute in merito alla chiusura definitiva del Pronto Soccorso e alla prevista entrata in funzione di un poliambulatorio nel giugno del 2023. Secondo i Cobas questa ipotesi “è un vero danno ad un territorio ad alta densità e complessità e un colpo mortale ad un servizio sanitario pubblico universale, solidale e omogeneo. Inoltre viene sottovalutata e omessa la condizione di disagio e forte criticità del Dea all’Osma che nonostante l’alta professionalità e abnegazione dei nostri lavoratori, viene quotidianamente preso d’assalto per gli alti ed estenuanti flussi d’accesso. Ciò comporta, come più volte denunciato dai cobas, continue e lunghe attese dei degenti, che nei picchi massimi di afflusso raggiungono le presenze in contemporanea di più di 70 pazienti in attesa di riallocazione nei reparti di competenza a causa della mancanza dei posti letto”.  Secondo i rappresentanti sindacali vengono anche “ignorate inspiegabilmente le criticità del pronto soccorso della Gruccia, anch’esso in sofferenza”.

Dai Cobas arriva anche una presa di posizione politica, perché a questo punto “le dimissioni della sindaca Mugnai e della giunta comunale sono un atto dovuto”. Per il sindacato di base “poiché hanno tradito gli impegni politici presi e sottratto un ospedale alla popolazione, l’arrivo di un commissario prefettizio quale epilogo di questa sconcertante vicenda, al posto di una amministrazione comunale compiacente alle attuali politiche, sarebbe il male minore e restituirebbe ai cittadini di Figline incisa Valdarno la possibilità di eleggere una nuova amministrazione comunale”.

Infine i sindacalisti di base, dopo aver ribadito la loro contrarietà all’affossamento dell’Ospedale Serristori e all’utilizzo delle risorse del famoso Pnrr “per la creazione dell’ennesimo carrozzone della casa di comunità e per l’ospedale di comunità, in aggiunta all’altro carrozzone della società della salute” lanciano un appello “per la ripresa delle mobilitazioni! alla popolazione, alle associazioni e ai movimenti che fino ad oggi hanno combattuto per la difesa dell’ospedale Serristori”.

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