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giovedì, Luglio 18, 2024

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La Madonna nera di Loreto ora è con gli eroi del Monte San Michele

La madonna “nera” di Loreto, che dal 1920 è la protettrice degli aviatori (a seguito di una disposizione emanata da Papa Benedetto XV) da oggi fa parte del sacrario che a Torsoli, nel versante del Monte San Michele che guarda verso Figline e il Valdarno, ricorda il sacrificio di quattro aviatori della 46^ Aerobrigata di stanza a Pisa: il tenente colonnello Domenico Fanton, il capitano Maurizio Motroni, il maresciallo Furio Colaiacomo e il sergente maggiore Alessandro Cosimi. I membri dell’equipaggio “Lupo-84” la sera del 10 luglio 1982 urtarono la cima della montagna con il loro Fiat G222 nel tentativo di spengere un pauroso incendio che stava interessando gran parte della zona boschiva che divide il Valdarno dal Chianti.


È stata proprio l’Aeronautica Militare a donare una raffigurazione della Madonna di Loreto – recante la scritta “A protezione dell’Aeronautica Militare e di tutti gli aviatori” – nel corso della cerimonia che si è svolta stamani (mercoledì 10 luglio 2024) nella piccola frazione del comune di Greve per ricordare i 42 anni trascorsi dal sacrificio dei quattro aviatori.
L’immagine della Vergine Lauretana è stata posta accanto ad una delle eliche del Fiat G222 precipitato nel 1982, all’interno del recinto che racchiude il monumento che – tra l’altro – da oggi sarà illuminato anche di notte, grazie all’iniziativa presa dall’Amministrazione comunale di Greve.
Toccanti le parole espresse da monsignor Stefano Manetti, vescovo di Fiesole, nel corso della cerimonia religiosa concelebrata insieme a don Alessandro Righi, parroco di Lucolena e Torsoli e don Francesco Capolupo, cappellano militare della 46^ brigata aerea di Pisa. Al termine del suo discorso monsignor Manetti ha valuto accostare i quattro militari deceduti sul Monte San Michele alle tante vittime del lavoro che ancora oggi vengono registrate in Italia (nel 2023 im morti sul lavoro sono stati 1.041). Tutti morti nell’adempimento del loro dovere.
La sera del 10 luglio 1982, poco prima delle ore 19, il Fiat G222 della 46^ Aerobrigata di Pisa, carico di migliaia di litri di liquido ritardante, si schiantò nel bosco, proprio nei pressi dell’abitato di Torsoli, mentre l’equipaggio stava compiendo un’audace manovra, nel tentativo di fermare – prima che il tramonto del sole interrompesse le operazioni di spegnimento – il vasto fronte del fuoco che stava per superare il crinale della montagna. Nelle ore precedenti l’aereo era già intervenuto quattro volte per spegnere incendi in Liguria e Toscana, e si apprestava a fare l’ultimo lancio della giornata tra il Valdarno e il Chianti.

La autorità civili e militari riunite per la deposizione delle corone di alloro (vedi il video a fondo pagina)

Oggi, nel quarantaduesimo anno dal disastro aereo, si sono ritrovati nel paesino di Torsoli, ospiti della famiglia Travaglini (Lorenzo e i suoi fratelli furono tra i primi soccorritori al momento del disastro aereo e da sempre sono stati i fedeli custodi della momoria del tragico evento) i parenti delle vittime, gli ex aviatori dell’Associazione Arma Aeronautica, una rappresentanza dei giovani militari attualmente in servizio come piloti nella 46^ Aerobrigata, e numerose autorità militari, tra cui il generale Giuseppe Addesa, comandante della 46^ aerobrigata militare di stanza a Pisa.

I sindaci Sottani e Pianigiani con il generale Addesa e alcuni familiari dei caduti


Tra le autorità civili che sono intervenute alla deposizione delle corone di alloro, anche il sindaco di Greve in Chianti, Paolo Sottani e il sindaco di Figline e Incisa, Valerio Pianigiani.
Al termine della cerimonia i militari dell’Aeronautica hanno donato alla famiglia Travaglini, come forma di ringraziamento per l’opera svolta in questi 42 anni, una gigantografia che rappresenta uno spezzone dell’aereo pilotato dall’equipaggio “Lupo-84” con impresso lo stemma e il motto del 98° Gruppo della 46ª Brigata Aerea: “Fero… Sed Semper Lupus” (Sopporto… ma sempre da Lupo!).

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