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Pronto soccorso, col Serristori chiuso Gruccia in affanno: + 400 accessi al mese

La chiusura del pronto soccorso dell’ospedale Serristori di Figline sta mettendo in crisi il vicino presidio sanitario di Montevarchi cui ora si rivolgono centinaia di utenti del Valdarno fiorentino. Il Ps dell’ospedale della Gruccia – da quando quello del Serristori non è più in attività – sta registrando circa 400 accessi in più al mese. Questi numeri e la carenza di personale rendono difficile l’attività del pronto soccorso del centro ospedaliero montevarchino.

Lo sottolinea in una nota il sindaco di San Giovanni Valentina Vadi in veste di presidente della Conferenza dei sindaci del Valdarno aretino, ruolo che ha assunto dal giugno scorso.

Vadi ha recentemente incontrato i vertici della Asl Toscana Sud est per discutere le criticità del presidio della Gruccia tra cui, appunto, l’attività del Pronto soccorso.

Oggi, a venti anni dalla sua apertura, “l’ospedale del Valdarno registra un bacino di utenza di oltre 100 mila persone che sta crescendo sempre di più anche a seguito della chiusura del pronto soccorso Serristori di Figline Valdarno” spiega Vadi. “All’utenza dei Comuni del Valdarno aretino si è aggiunta anche quella dei Comuni del Valdarno fiorentino (Figline e Incisa Valdarno, Reggello, Rignano). Dato evidente soprattutto per gli accessi al pronto soccorso (300/400 al mese e circa 4000 all’anno dall’area del Valdarno fiorentino) che è uno dei reparti che sta manifestando, attualmente, le maggiori criticità dovute alla mancanza di personale”.

“L’ospedale del Valdarno, il terzo nella Asl Toscana Sud Est per bacino di utenza dopo Grosseto ed Arezzo, deve essere messo nelle condizioni – sottolinea Vadi – di erogare e garantire ai cittadini livelli di servizi e di assistenza di base di qualità, in un contesto generale di crescita della richiesta di prestazioni sanitarie ed ospedaliere legate soprattutto all’invecchiamento progressivo della popolazione”.

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