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Cisl a Figline rivendica la sanità “come la immaginò Tina Anselmi”

Si è parlato anche di sanità nel corso dell’ultimo Consiglio Generale della federazione nazionale pensionati della Cisl che si è svolto a Figline, nei pressi della Fattoria La Palagina. Un appuntamento importante, che si è svolto sotto la regia di Lorenza Pagin, responsabile Fnp Cisl di Valdisieve Valdarno, dove sono stati toccati argomenti di pressante attualità, compreso il tema del salario minimino. Ma il “fil rouge” della mattinata si è snodato sulla riflessione generale inerente “la condizioni degli ultimi”. Chi sono gli ultimi, si è chiesto Viviano Bigazzi, segretario generale Fnp di Firenze e Prato. “Sono coloro che hanno un reddito basso e fisso, chi è in condizioni di difficoltà familiari, chi è solo e chi è malato”. A questo elenco attuale, Fabio Franchi (Segretario Generale della Cisl di Firenze Prato Fabio) ha aggiunto “gli ultimi di domani”, una categoria che comprende tutti quei giovani che non potranno godere di importanti diritti e conquiste sociali “molte delle quali portano il timbro della Cisl” ha precisato orgogliosamente Franchi.
In questo quadro il tema della sanità pubblica è emerso più volte durante il dibattito: “Mantenere il servizio sanitario nazionale come Tina Anselmi immaginò – è l’obiettivo che ha fissato nella sua relazione Viviano Bigazzi – occorre costruire un sistema territoriale capace di prendere in carico le persone, assieme alla difesa di un sistema ospedaliero accessibile a tutti e di qualità”.
Bigazzi ha poi ricordato come pezzi importanti della sanità toscana sono oggetto di investimenti privati, anche appartenenti anche a catene estere: “Se non riprendiamo il controllo, anche approfittando dei fondi del PNRR, rischiamo il peggiore arretramento sociale del paese, poi invecchiamento e bassa natalità faranno il resto”.
Per il segretario segretario generale Fnp di Firenze e Prato, occorre “un incremento delle risorse pubbliche, allineando la spesa sanitari agli standard europei, poi l’assunzione straordinaria di medici ed infermieri (che mancano), costruire un sistema di servizi territoriali (assistenza territoriale) dando piena ed omogenea attuazione alla riforma prevista nel PNNR, investendo in strutture (case di comunità) prevenzione e invecchiamento attivo”.
Per Bigazzi è essenziale quindi un aumento della capacità di fare sistema, anche con il privato e con il privato-sociale, senza però delegare.
“Secondo le intenzioni della Cisl – ha precisato Fabio Franchi – il rapporto con i privati doveva produrre l’ampliamento dell’offerta sanitaria, non una riduzione! Su questo tema occorre avere memoria: la Cisl è stata la prima a porre il problema delle mancate assunzioni, dei turnover e dei rischi che corre la sanità territoriale”

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